Economia


L'economia cittadina, basata fino al dopoguerra sulla produzione agricola e su limitate attività di tipo industriale ed artigianale (tra le principali la Sacfem, industria metalmeccanica del primo Novecento), ha conosciuto un forte sviluppo in senso industriale-manifatturiero nel corso degli anni Sessanta, in parallelo con l'espulsione di una forte quota di manodopera dal settore agricolo. Risale a questo periodo l'espansione dell'industria dell'abbigliamento (Lebole (20 Kb)), ridimensionatasi negli anni successivi per la concorrenza internazionale e la crisi generale del settore.

Più vitale - sia a livello di grandi impianti che di innumerevoli laboratori artigiani - si è dimostrata la crescita della lavorazione dei metalli preziosi (Uno A Erre ), attività che vede Arezzo ai primi posti del panorama nazionale e che alimenta la penetrazione nei mercati esteri di uno dei più apprezzati prodotti del made in Italy. Nell'ambito comunale, il settore industriale detiene tuttora il primato degli addetti (12 mila ca.), seguito dal commercio, dai servizi. dalla pubblica amministrazione, dalle costruzioni e dall'impiantistica.

Notevole, negli ultimi anni, l'incremento delle attività commerciali e di distribuzione all'ingrosso, favorite dalla posizione geografica della città, naturale polo di scambio. Sensibile anche l'ascesa delle attività terziarie e di servizio, resa possibile dalla duttilità di questi settori, che hanno saputo adeguarsi alle richieste di un'economia parzialmente sommersa, ma dotata di grande vitalità.


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