Successivamente costituita in municipium, la città romana conosce in epoca augustea la
prima, notevole espansione verso la pianura sul versante S della collina: sono ampliate
le mura, sorgono l'anfiteatro
(26 Kb) (II sec., unico edificio pubblico sfuggito alle successive
distruzioni barbariche), il teatro, le terme. Grande impulso all'attività economica ed
artistica è dato da Caio Cilnio Mecenate
, appartenente ad una potente
famiglia aretina, divenuto ministro e consigliere dell'imperatore Ottaviano Augusto. In
città si diffonde l'industria della terra sigillata: i vasi corallini
(17 Kb) prodotti dai vasai aretini
si diffondono fino agli estremi confini dell'impero (India).
Nell'alto Medioevo il crollo del mondo romano, le scorrerie barbariche, il lungo
periodo della dominazione longobarda e carolingia vedono la città, ridottisi gli abitanti
e le attività, ritirarsi sulla collina. Dal disfacimento dell'ordinamento pubblico dei secoli
X ed XI emerge progressivamente la figura del vescovo-conte, che vive nel castello
fortificato di Pionta (Duomo Vecchio) dirimpetto alla città e che comincia a fregiarsi -
primo esempio in Italia - del titolo comitale
a partire dal 1059.