Coltissimo,
raffinato, appartenente ad una famiglia equestre originaria di Arezzo, che discendeva
dagli antichi lucumoni etruschi
, fu sin dall'inizio al fianco del futuro imperatore e, pur
non rivestendo mai alcuna carica ufficiale, fu con Agrippa il suo più valido e leale
collaboratore, contribuendo in misura determinante all'affermazione del principato.
Finissimo diplomatico, concluse tra l'altro il matrimonio di Ottaviano con Scribonia; fu il principale artefice degli accordi di Brindisi (40) e di Taranto (37) con Marco Antonio e fu più volte incaricato degli affari in Roma e in Italia in assenza di Ottaviano.
Non meno fondamentale dal punto di vista politico oltre che da quello della cultura e dell'arte fu la sua opera di acuto e munifico mecenate appunto, che alla protezione e all'incoraggiamento dati ad artisti, dotti e poeti come Virgilio, Properzio e Orazio, univa un'accorta propaganda a favore del nuovo regime.
Negli ultimi anni sembra che i suoi rapporti con Augusto si raffreddassero, forse a causa di una relazione della moglie Terenzia con il principe; morendo, tuttavia, dopo lunga malattia, lo nominò erede di tutti i suoi beni.