Storia del Palazzo Municipale


Nel 1321 gli eugubini decidono di costruire due nuovi palazzi pubblici in sostituzione dell'antica residenza comunale posta nella parte alta della città. Per il nuovo complesso monumentale viene scelto un luogo il più possibile centrale, in modo che i palazzi risultino tangenti a tutti i quartieri. Fin dall'origine è prevista una grande piazza pensile tra il Palazzo dei Consoli e quello del Podestà.
L'immane sforzo costruttivo, iniziato sotto la direzione dell'architetto Angelo da Orvieto, si protrae senza sostanziali interruzioni fino alla metà del Trecento. Tra il 1336 e il 1338 viene inaugurato il Palazzo dei Consoli; negli anni successivi completano il Palazzo d'abitazione del Podestà, mentre l'altro corpo di fabbrica di questo palazzo, destinato allo svolgimento dell'esercizio pubblico del magistrato, non viene ultimato.
Le vicende politiche che travagliano Gubbio dal 1350 fino al 1384 (sottomissione della città ai Montefeltro), impediscono di terminare l'impegnativo progetto. Solo alla fine del secolo successivo viene realizzata la piazza pensile. Rimangono comunque incompiuti sia il Palazzo del Podestà che la rampa di comunicazione tra Piazza Grande e la sottostante Via del Fosso (ora Via Baldassini).
Il Palazzo del Podestà e' attualmente utilizzato come residenza comunale. Estremamente incompiuto e in parte modificato, consisteva all'inizio in una costruzione parallelepipeda con una sola stanza ad ognuno dei tre piani originari. Un pilastro ottagonale che attraversa la parte centrale del palazzo, regge le volte a crociera di ogni stanza. Nei locali con accesso in via Lucarelli è attualmente sistemato l'Archivio di Stato di Gubbio, che riunisce una cospicua quantità di documenti dal sec. X alla metà dell'Ottocento.



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